Comunicati

Attrattività della gravina uno studio internazionale

Pubblicata il: 21 aprile 2017

Al lavoro due stagisti dell’Université Jean Monnet di Saint-Étienne

Un progetto per avviare un’azione di marketing territoriale della «Terra delle Gravine» verso Francia, Belgio e Lussemburgo.

 

Parte da Laterza e ha l’obiettivo, appunto, di elaborare un sistema di promozione turistica dell’area interessata dal Parco regionale, in direzione dei paesi di lingua francofona. Un’importante convenzione è stata infatti sottoscritta recentemente, sull’argomento, tra la Université Jean Monnet di Saint-Étienne (Francia) e il Centro di educazione ambientale «Parco delle Gravine», da diversi anni impegnato a sostenere, dal basso, le ragioni e gli intenti che, dodici anni fa, portarono alla legge istitutiva del Parco.

Allora: da qualche giorno due stagisti della facoltà di Marketing dell’università francese, Celine e Baptiste, hanno avviato un lavoro di ricerca e di analisi nel ricco e suggestivo comprensorio in cui sprofondano i «canyon» dell’arco ionico. Il progetto ha il compito di sviluppare una visione integrata dei diversi elementi che costituiscono l’offerta territoriale, rendendone massima l’attrattività e fornendo gli strumenti per valorizzare la stessa offerta relativamente a ogni singolo segmento individuato. Una fase importante - spiega per il Cea Francesco Rizzello - riguarderà «l’individuazione di una comunicazione “commerciale”, rivolta a precisi mercati e target francesi, belgi e lussemburghesi, per creare la giusta percezione degli specifici elementi dell’offerta e, quindi, generare sviluppo per il nostro territorio».

L’offerta da organizzare, e la «rete» necessaria: in assenza di un “prodotto” strutturato» - spiegano al Cea -, l’attività di promozione territoriale può diventare controproducente. “prodotto” - aggiungono - richiede «la messa a punto di un sistema di offerta che coinvolga e interconnetta una serie di soggetti, in grado di gestire in modo efficiente tutti gli aspetti del marketing turistico territoriale». Da qui l’obiettivo di fondo dell’azione del Cea e della collaborazione con la «Jean Monnet»: «Comunicare l’immagine della Terra delle Gravine come un territorio unitario e riconoscibile, esaltandone la tipicità, le tradizioni e le produzioni».

L’Azione dal «basso»: l’iniziativa del Cea laertino, dichiaratamente «autonoma e indipendente dalle istituzioni locali», è a costo zero e si presenta come «un ulteriore tassello nel processo di creazione e di sviluppo del Parco»,

in attesa che su altri tavoli, quelli a livelli più alti, qualcosa si muova davvero. Dodici anni di gestione provvisoria (affidata alla Provincia) non sono bastati, in effetti, per innescare i processi virtuosi sottesi al varo, sofferto, della legge istitutiva (dicembre 2005): da un po’ di mesi è allo studio una serie di modifiche per l’affidamento della gestione definitiva ai comuni ricadenti nell’area protetta, riuniti in consorzio. Intanto, «bienvenue», dicono al Cea.

 

FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno del 20.04.2017

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